Il Salento più nascosto

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Non troppi decenni fa, il Salento era abbastanza sconosciuto come meta turistica.

salento nascostoQuelle che ora sono località alla moda, prima erano tranquilli villaggi di pescatori. Ma anche se la maggior parte dei turisti sceglie di visitare Gallipoli, Lecce e Otranto, ci sono ancora un sacco di tesori ampiamente sconosciuti, zone ancora da scoprire. Ogni salentino ha i suoi luoghi del cuore e oggi vi parlerò di alcuni dei miei preferiti.

Il centro turistico più famoso del Salento è Gallipoli, con la sua vita notturna e le spiagge sabbiose. Più a nord della città c’è la pineta e le insenature rocciose di Porto Selvaggio, abbastanza conosciuto anch’esso. La piccola baia di Torre Uluzzo non è facilmente accessibile, con la strada che ci passa sopra e regala una vista incredibile delle acque cristalline circondate da sole e sprazzi di macchia mediterranea. Un piccolo sentiero conduce alla baia dalla strada, altrimenti l’unica altra di accesso è via mare. In estate, in questo angolo di paradiso, troverete spesso un piccolo yacht ancorato.

Ed ora facciamo un tuffo nella storia.

Tracce scavate nella roccia da secoli sono le testimonianze dei passaggi di carri carichi di olio d’oliva e diretti al porto, da Maglie a Gallipoli. Da qui l’olio veniva trasportato in Nord Europa dove avrebbe acceso le lampade di castelli e strade. È possibile seguire l’intero “percorso dell’olio” a piedi o in bicicletta attraverso la campagna tra muri di pietra, ulivi e querce. Oppure si può semplicemente percorrere una parte del percorso lungo 55 km passando tra antiche cappelle, conventi e case padronali.

L’itinerario vi porterà attraverso diversi villaggi, ognuno ricco di storia e tradizioni, che vi dà l’opportunità di provare ospitalità, cultura e gastronomia salentina.

Nel paese di Specchia, verso sud, è possibile visitare alcuni dei frantoi ipogei dove l’olio è stato prodotto in tempi antichi. Questa città che si erge su una piccola collina, puntando verso l’estremo del tacco d’Italia, è tra le più belle del paese. Le sue radici medievali si possono vedere nei resti delle mura fortificate che una volta lo proteggevano, e in molti edifici del XVI-XVII secolo, ma la vera bellezza di Specchia non sono solo i luoghi, ma anche il semplice passeggiare per le sue strade strette, respirandone l’atmosfera.

Da qui, prendendo tre direzioni, il mare è vicino. Potremmo dirigerci verso le piccole spiagge a sud di Ugento, o fare una gita in barca per visitare le grotte marine intorno a S. Maria di Leuca… Questa volta andremo verso l’Adriatico, in una stretta insenatura a sud di Castro. Se non si sta attenti si rischia di perdere il segnale stradale che indica l’“insenatura Acquaviva”.

Da quassù si vede solo un piccolo parcheggio nella foresta.

Scendendo le larghe scale, improvvisamente vi trovate in fondo a una fessura nella parete di roccia a forma a V che apre verso il mare. La spiaggia è molto piccola, ma le terrazze sulla sinistra sono state ricavate dalla roccia, diventando il luogo ideale per sdraiarsi, ascoltare i suoni del mare e contemplare i fichi selvatici che pendono dalla scogliera opposta a questo cuneo di acqua.

Spostandoci verso nord, passiamo per Otranto e arriviamo a Sant’Andrea. Ci avviciniamo al mare attraverso un viale di alberi di pino. Svoltando a sinistra ci viene regalata una vista mozzafiato della costa erosa e i faraglioni su cui si infrangono le onde. Da destra si arriva in una piccola spiaggia ricavata dal porto naturale quasi circolare, circondata da scogliere ricamate come una roccia scolpita, utilizzata dai pescatori dei tempi passati.

Se si continua più a sud, è possibile effettuare escursioni lungo la straordinaria costa rocciosa e le baie isolate.

È ormai sera, e il nostro tour è finito. Ci siamo sistemati in uno dei due piccoli ristoranti del posto, a guardare come i colori del cielo accompagnano la discesa della notte, e l’accendersi delle luci illumina questo scenario tranquillo e unico nel suo genere.

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