Alessandro Quarta. Il musicista salentino famoso nel mondo

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Alessandro Quarta, classe ’76, violinista, compositore, arrangiatore. Talentuoso fin dalla nascita e salentino. Vanta collaborazioni con i più grandi artisti mondiali: Aretha Franklin, Ray Charles, Jamiroquai, James Brown, Tina Turner, Tom Jones, per citarne alcuni. Eppure non perde occasione per tornare a casa a farsi intervistare.

alessandro Quarta nella intervistaLa prima volta che hai preso in mano il violino? A tre anni, ma me lo hanno tolto di mano e me lo hanno ridato un anno dopo. Un errore che si commette spesso con i bambini, credendo che siano troppo piccoli per suonare. In Italia non si comprende il significato della parola “play” che significa “giocare” ma anche “suonare”. La musica è un gioco non un’imposizione  come spesso viene percepita dai bambini che poi la abbandonano.

Suoni anche altro? Pianoforte, chitarra, batteria e basso. Nel ’94 sei stato premiato come miglior talento italiano.

Molti altri salentini si sono fatti conoscere in Italia, forse agevolati proprio dalla provenienza da un territorio con una lunga tradizione musicale? Di talenti ce ne sono tanti e non mi riferisco a quelli che vengono dalla televisione. Come salentini abbiamo sicuramente una marcia in più. Meriteremmo una maggiore attenzione alla cultura e non di ridurre tutto ad un solo giorno all’anno.

Dato il riferimento a La Notte della Taranta, che rapporto hai tu con il genere popolare? A me la taranta piace moltissimo, questo suono sensuale, sessuale, suadente, ritmico, bellissimo. Un giorno vorrei riproporre la taranta che c’ha fatto conoscer Uccio Aloisi. Per me la taranta è rimasta lì. Ho in progetto di riproporre canzoni antichissime in stile salentino, in lingua originale. Non so quando, tra un anno forse due. Mi dispiace che quella sera ci siano tutti tranne le persone che potrebbero davvero far conoscere la taranta.

Quant’è importante per te l’improvvisazione? Nel tuo modo di vivere? E’ tutto, nella vita ci troviamo ad improvvisare sempre, al primo appuntamento con una donna, ad una cena tra amici. L’improvvisazione non è “faccio quello che voglio” ma “faccio quello che sento”. In musica è tutto. Prima che inventassero lo spartito si improvvisava sempre. Oggi anche comporre è improvvisazione, rimane scritta e per sempre.

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E’ difficile fare il musicista in Italia? Si, l’Italia vive di rendita dai suoi padri e non vale solo per la musica. Credono che l’artista sia quello che canta e riempie gli stadi. Ci sono nette differenze tra cantante, musicista e strumentista. Non basta essere famosi per definirsi musicisti. In Italia non sarà mai chiaro questo concetto. Si guardano i talent show che hanno distrutto la musica italiana. Ci vogliono i professionisti a fare musica, bisogna dare all’artista il tempo di diventare tale e di creare il suo suono. Oggi senza Shazam non siamo in grado di riconoscere chi canta in radio, sono tutti uguali. Non sono artisti che nascono per restare nella storia ma per far fare soldi alle major. Nel nostro Paese le orchestre chiudono, le accademie chiudono ed aprono i talent show. E’ assurdo se si pensa che l’arte l’abbiamo creata noi, in Italia.

Progetti e prossimi impegni? Attualmente sono impegnato in due progetti: il terzo album con collaborazioni prestigiose come Sara Jane Morris, Gege Telesforo, Robben Ford e un rapper americano che ancora non svelo. Il disco verrà registrato in varie parti del mondo, a New York, Londra, Los Angeles ed alcune basi proprio qui a Lecce, vorrei che partisse da dove vivo. L’album che consoliderà il mio percorso artistico, è prodotto dalla Music Beat Production di Londra con Simone Borgia come produttore.

E poi c’è il musical con i produttori tedeschi, gli stessi di Michael Jackson e degli Scorpions. La prima sarà all’Arena di Verona nel 2018. Ma tra poco partono i concerti con Sara Jane Morris con cui stiamo creando un nuovo trio insieme al chitarrista Toni Reni. Tre persone che suonano un bel po’ di stumenti dando vita ad un suono completo. Dal 5 agosto partiamo con i concerti: il 5 agosto sarò a Parabita all’Acriè con il quintetto e Sara Jane ed il 22 a Lecce al Teatro Romano per interpretare il Maestro Piazzolla, un altro grande artista che ha creato un suono ed uno stile di una nazione.

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