La voce del Salento di Anna Cinzia Villani

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Se un pittore dovesse, con un ritratto, dipingere il volto di una donna salentina, Anna Cinzia Villani sarebbe la modella perfetta.

Capelli lunghi, corvini, sguardo intenso, una voce che riporta ad atmosfere lontane, tra campi assolati e gesti atavici, quando la musica era un balsamo per curare le fatiche giornaliere delle donne e degli uomini di questa terra. L’amore per le radici hanno spinto Anna Cinzia ad orientare il suo percorso artistico verso la continua ricerca dell’autenticità, al fine di salvaguardare il patrimonio sonoro salentino, che rischia di essere snaturato da continue contaminazioni. Questo suo percorso di ricerca l’ha resa un’artista molto apprezzata in Italia e all’estero.

Anna Cinzia VillaniForte, solare, energica e passionale. In una parola: salentina. Quanto ti rispecchi in questo ritratto?

Molto! La mia personalità ha tutte le caratteristiche che hai elencato, ma anche alcune sfumature meno evidenti ma importanti. Traspaiono dal mio canto, dalla musica che porto con me sul palco. La musica, soprattutto quella di tradizione, è sempre un prolungamento della vita quotidiana, che permette di esprimere tutte le emozioni, dall’allegria, all’amore, dalla goliardia alla malinconia e allo sfogo vero e proprio. Nei miei concerti cerco sempre di far conoscere tutti gli aspetti della vita attraverso la musica. E’ in questo modo che chiunque può riconoscersi in ciò che ascolta, e vivere così anche la dolcezza, la nostalgia, la speranza.

Se dovessi scegliere una canzone della tradizione popolare per raccontare te stessa, quale sceglieresti? Perché?

Potrei dirti “Quannu te llavi la facce ‘lla matina”…oppure “La lettera”…sai, è difficile rispecchiarsi completamente in una sola canzone. Dipende dai momenti. L’unica certezza è che canto solo i testi e le melodie che veramente mi appassionano, sia per ragioni testuali che per ragioni stilistiche. E anche se in una certa occasione non mi riconosco totalmente in un brano, comunque lo canto con tutta la verità che posso perché lo amo.

Qual è stata secondo te l’edizione più bella della Notte della Taranta?

Non sono forse la persona giusta per rispondere a questa domanda, perché non ho preso parte a tutte le edizioni e di conseguenza conosco meglio solo quelle a cui ho partecipato. Le mie preferite sono 2001 con Piero Milesi e 2011 con Ludovico Einaudi. Il motivo è simile a ciò che descrivo nella prima risposta. Credo che questi Maestri Concertatori abbiano colto delle sfumature importanti della nostra musica e cultura, che non si rivelano solo attraverso il trasporto ritmico. C’è tanta passione anche nei canti d’amore, nei canti malinconici, nelle arie antiche dette ‘alla stisa’. E occorre tanto buon gusto per valorizzarle!

Qual è, Anna Cinzia, il Salento che ami? Se ti chiedessero di accompagnare un turista nel luogo più bello del Salento dove lo porteresti?

Lo porterei a vedere tutta la costa, in campagna a visitare menhir, muretti a secco, pajare e quant’altro, e naturalmente in alcuni luoghi dove stare insieme, mangiare, bere, fare e ascoltare musica.

Parlaci dei tuoi progetti attuali e futuri.

Sono molto soddisfatta del successo del mio singolo “Ulia” che darà il nome al mio nuovo progetto discografico. Si prevedono ottime cose, è un bel momento di creatività ed esplorazione!

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