IL CARNEVALE SALENTINO

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Un viaggio allegorico tra maschere, sfilate, credenze e riti

Se è vero, come dicevano i nostri antenati latini, che “una volta l’anno è lecito far pazzie”, allora non esiste migliore occasione del Carnevale, la festa del buonumore e dello scherzo per eccellenza. Se poi, a questo mix di allegria ci aggiungiamo la naturale propensione dei salentini alla goliardia e alla convivialità, allora il gioco è fatto.

Nel Salento il Carnevale ha origini antichissime, essendo una ricorrenza propiziatoria del calendario contadino,
dacché si pensava che potesse avere effetti benefici sulla terra. Nei giorni di festa il popolo era solito allestire delle feste mascherate nelle proprie case e tutto il paese era invaso da allegre brigate di persone in maschera e da numerosi carri addobbati sfarzosamente.Carnevale-Grecia-Salentina-Parco-Palmieri(3)

Ancora oggi sono numerosi i paesi che si dedicano con passione a questi festeggiamenti, che solitamente hanno inizio il 16 gennaio con  la “Focara”, il più grande falò del Mediterraneo che arde in occasione della Festa patronale di Sant’Antonio Abate a Novoli, e si conclude in concomitanza con il martedì grasso (che quest’anno cade il 28 febbraio). Occasione imperdibile per dare sfogo alla propria creatività e fantasia, il Carnevale coinvolge molti comuni salentini, e in particolare quelli della Grecìa Salentina con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e coriandoli.

La voglia di evasione e di divertimento tipica del Carnevale si riflette anche nella cucina Carnevalesca, che è varia, divertente e colorata: non possono mancare sulle tavole salentine dolci tipici e caratteristici, come le zeppole di San Giuseppe, deliziose frittelle condite con crema pasticcera, cioccolato o amarena, e le chiacchere, golose sfoglie fritte spolverate di zucchero a velo. Con il passare degli anni, nonostante molte tradizioni si siano affievolite, l’atmosfera è rimasta immutata: la musica, i balli, le maschere e la voglia di divertirsi sono un inno trionfale alla vita.

Da Lu Paulinu a lu Laurieddhru

Molte sono le tradizioni, le leggende e le storie che di generazione in generazione vengono tramandate a grandi e piccini, e che, addolcite da un pizzico di magia, si insinuano nella fantasia tanto da far viaggiare ognuno nel proprio immaginario. Tra queste le maschere Carnevalesche, componenti essenziali della tradizione salentina. Protagonista indiscusso del Carnevale locale non può che essere “Lu Paulinu”, contadino misero e vestito di stracci, che muore per indigestione l’ultimo giorno del Carnevale.

carnevale salentino 1

Nell’immaginario popolare e collettivo, lu Paulinu viene disteso su un carretto trainato da un somaro e portato in corteo funebre, ultimo viaggio terreno mentre un gruppo di prefiche sbraitano e urlano il loro dolore per l’amico che non c’è più. Per indicare la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima viene esposta sui balconi e sulle terrazze di molti paesi salentini la Quaremma, un fantoccio raffigurante una vecchia signora vestita di nero, con in mano un filo di lana, simbolo di laboriosità e del tempo che scorre, e nell’altra un’arancia con dentro infilate sette piume, una per ogni domenica della Quaresima.

Tra le altre maschere, “Lu Tidoru”, un militante gallipolino che, rientrato in tempo per festeggiare il Carnevale, rimane vittima, anche lui, di una scorpacciata letale. Il passaggio dei carri a Gallipoli è una rievocazione di questo tragico evento.

Curiosa è, invece, la figura del “Laurieddhu”, un folletto dispettoso con un singolare cappello, per il quale sarebbe disposto a tutto, anche a sospendere le sue marachelle notturne. Questo simpatico elfo è conosciuto nei vari paesi del Salento con diversi nomi, “lu Sciacuddhruzzi”, “lu Purgianella”, “lu Casaranazzu”, “lu Lauru” e “lu Monaceddhu”. Altre tipiche maschere sono “la Mielina”, simbolo del Carnevale di Melendugno e “lu Cicianella”, figura lesta e scaltra, emblema del Carnevale di Cursi. Maschere, storie, leggende che anno dopo anno sono diventate parte integrante della cultura salentina e hanno riempito i sogni e la fantasia di ciascuno creando un affascinante alone di mistero.

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