Il fascino della vecchia Distilleria De Giorgi al servizio della cultura

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Ha sonnecchiato per diciassette lunghi anni ed oggi si risveglia sotto una nuova veste la Distilleria De Giorgi, un tempo distretto industriale di San Cesario, oggi grande contenitore a vocazione culturale e turistica.

Da quel giorno dell’anno duemila, in cui la famiglia De Giorgi chiuse i cancelli della grande fabbrica dell’alcool, che fino a quel momento aveva dato lavoro ad un’ intera comunità di cittadini, è iniziato un lungo percorso di rigenerazione urbana che ha visto coinvolti sindaci, cittadini, architetti, ingegneri, imprenditori, associazioni e sovrintendenza, con l’unico obiettivo di far risorgere la più grande delle cinque distillerie del paese molto vicino a Lecce.

La memoria storica di San Cesario è custodita qui, tra una caldaia in lamiera ed un miscelatore di rame. Un importante capitolo di storia industriale, economica e sociale del luogo è stato scritto tra queste mura, dalla fine dell’800 agli inizi del nuovo millennio. Vito De Giorgi ne fu l’iniziatore, e poi il figlio Nicola ne fece un vero e proprio villaggio con tanto di case per tutte le maestranze: dal fabbro al falegname al meccanico di automezzi, tutti lavoravano nella grande fabbrica di spirito.

“Un’intera comunità che voleva essere autosufficiente. Era un distretto auto insediato di produzione dell’alcool ed in generale della trasformazione dei prodotti agricoli, delle produzioni per la industria farmaceutica, di profumi e acido tartarico” ci spiega Andrea Romano, sindaco uscente del Comune di San Cesario. “L’ Amministrazione comunale si è giocata gran parte della propria esistenza su questo progetto che punta a creare in questo paese il Distretto delle Distillerie.

Il taglio del nastro della fabbrica di Vermouth ha segnato una tappa importante di questo faticoso percorso, per San Cesario e per tutto il territorio che vanta uno tra i più importanti reperti di archeologia industriale in Italia. “Mi sono laureato con una tesi sul turismo legato all’archeologia industriale, ero forse predestinato – ironizza Romano – perciò c’ho speso una carriera, convinto che la distilleria rappresenti una valida risorsa a disposizione della comunità locale per comprendere come si è venuto a costituire il tessuto territoriale e sociale di questo paese”.

Ma cos’è oggi la Distilleria De Giorgi? La fabbrica conosciuta in tutta Italia per la “Anisetta” si presenta oggi restaurata. I suoi interni ospitano un piccolo teatro di cento posti, una grande sala per grandi eventi ed uno spazio espositivo.

Diversi appuntamenti sono già in calendario per l’estate: da “Ouverture” la mostra di quattro artisti contemporanei ad eventi a concerti di musica dal vivo ed incontri culturali sul giornalismo e la comunicazione. Inoltre “è candidata ad ospitare la summer school di ITI (International Theatre Institute) China, un evento di fama mondiale” ci fa sapere l’ex sindaco che ha a cuore le sorti di questo scrigno a pochi passi dal Municipio. “Spero non perda la sua vocazione culturale e che oltre al teatro incontri altre forme d’arte come la fotografia, il cinema, la pittura, la scultura”.

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