Eugenio Bennato alla Festa del Fuoco

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La musica etnica di Eugenio Bennato a Novoli tra folkrore e innovazione

di Elena Cagnazzo

Eugenio Bennato, emblema della musica etnica italiana, è stato ospite alla Festa del Fuoco a Novoli lo scorso martedì 17 gennaio. L’evento ormai da anni riunisce artisti e musicisti italiani in occasione della Fòcara più grande d’Europa, con i suoi 25 metri di altezza per 20 di diametro. Il musicista ha proposto i suoi maggiori successi contenuti nella raccolta Canzoni di Contrabbando, che sono stati proposti al pubblico insieme ad alcuni pezzi inediti.

La magia del fuoco: la Focara di Novoli  è un evento così significativo per il sud Italia e il Salento. Quali sono le sue aspettative per la Festa del Fuoco qui a Novoli? La Fòcara richiama un grande pubblico in una giornata da sempre freddissima, che deve essere riscaldata con due elementi: il fuoco e la musica. Una bellissima organizzazione e un bel palco. Si respira un bel clima stasera.

focara salentodove 1

Quali brani porta in scena? Sarà un concerto in cui porterò i miei più grandi successi tratti dalla raccolta “Canzoni di Contrabbando” e anche qualcosa di speciale dedicato al Salento. Io sono molto legato a questa terra. Quand’ero ragazzo la situazione era molto diversa: c’erano i grandi maestri della pizzica, che io ho conosciuto, eppure il popolo era assente. Oggi la musica etnica del sud  gode di un grande favore: in questo senso il Salento diventa una terra internazionale, perché contrappone al grigiore planetario un segnale forte, che appartiene a questa terra.

Parlaci del progetto Taranta Power E’ un progetto fondato in anni non sospetti, quando ancora non c’era stata la grande esplosione della musica etnica del sud. Da anni mi cimento in un’impresa abbastanza complicata, quella di scrivere nuova musica, che sia fruibile da chi ama la musica. Questo è anche un invito che faccio ai musicisti salentini:  è importante rispettare la propria tradizione ed è anche importante che la musica sia viva e al passo coi temi del presente.

eugenio bennatoCome viene accolto all’estero il Taranta Power? Tutto è iniziato con una serie di concerti in Italia del nord: da Leoncavallo a Livello 57, fino a Roma: io portai i vecchi cantautori di Tarquinia, i musicisti del Salento e calabresi in un ambiente estremo, che è quello dei centri sociali. Da quel momento è iniziata una grande cavalcata: il primo concerto che feci è stato nel 2001 con Peter Gabriel in Australia, poi in Inghilterra e a Singapore  … E là si è affermata la presenza di una musica etnica italiana che prima era assente. Oggi invece ai grandi festival internazionali c’è sempre nel cartellone qualcosa che riguarda il nostro sud.

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