I frantoi ipogei

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Nel Salento memorie scavate nella pietra leccese

 

di Elena Cagnazzo

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Sottoterra la docile roccia calcarea, molto comune nei territori salentini, si è ben prestata, fin dall’epoca dei Bizantini, ad essere scavata dalla mano dell’uomo fino ai due e i cinque metri sotto il suolo, per accogliere i luoghi del lavoro nei campi. I frantoi ipogei o ‘trappeti’ nascono per dar vita all’olio d’oliva in un ambiente tiepido, riscaldato dal cuore pulsante della terra. Il lavoro seguiva il ritmo di quel cuore generoso, sul quale nascevano gli ulivi secolari e il loro ‘oro verde’. Dall’XI sino agli inizi del XVIII secolo la costruzione delle strutture era diffusa soprattutto per il basso costo di produzione. Nel XIX secolo in territorio di Terra d’Otranto erano già presenti circa 1073 ‘trappeti’, che in seguito vennero sostituiti da frantoi semi-ipogei e ad livello del suolo. Nessuna luce diretta illuminava gli anfratti ipogei: c’erano solo alcune lanterne.

frantoio specchia
Il buio, il sudore, la stanchezza, il respiro pesante degli animali che trascinavano la grande ruota molare sul un tappeto di olive: l’olio, motore dell’economia salentina, è un prodotto nato dalla fatica in queste cripte. Oggi questi luoghi di memoria degli antichi mestieri sono stati restaurati per vivere di nuova vita e per poter degustare i prodotti tipici del territorio del Salento con percorsi enogastronomici tra le sale scavate nella pietra.

A Gallipoli, è visitabile il frantoio oleario del 1600, ospitato dal sottosuolo di Palazzo Granafei, tra le stradine del centro storico. A Sternatia è visitabile solo uno fra i 19 presenti, ossia quello di Porta Filia, nel sottosuolo dell’antico giardino del palazzo marchesale Granafei.

frantoio ipogeoA Noha (frazione di Galatina), davanti al portone del Castello, c’è il frantoio del Casale, uno di 300 mq che ospita un sedile scavato nella roccia ed ha una volta ricoperta da stalattiti. A Vernole, poi, nei sotterranei di piazza Vittorio Veneto si nasconde il frantoio Caffa del 1500: operativo fino ai primi del ‘900, è stato poi ristrutturato nel 1999. Presicce è il paese più ricco di frantoi (circa 30), tant’è che fra ‘700 e ‘800, era addirittura nota come  “città sotterranea”: nascosti sotto la piazza principale, producevano quell’olio lampante destinato ai mercati di tutta Europa, ma anche all’illuminazione locale. Questi sono solo alcuni esempi in un territorio in cui
i frantoi, numerosissimi, raccontano storie di vita quotidiana e memorie indissolubili.

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