Mino De Santis. Voce e anima che raccontano il Salento

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Voce profonda, ironica e malinconica, Mino De Santis interpreta l’anima popolare salentina accompagnato dalle corde della sua chitarra.

di Maria Grazia Manco

Mino De Santis, cantautore molto amato e stimato dentro e fuori i confini della sua terra, anima libera, voce fuori dal coro, colpisce per la singolare genialità della sua musica, che racconta in maniera inedita la realtà declinandola in versi. Anche la sua personalità è singolare e libera da schemi precostituiti. SalentoDove ha deciso di incontrarlo questo mese per conoscerlo meglio…

mino de santis

Parlaci del tuo nuovo album, Petipitugna. A cosa ti sei ispirato? Petipitugna nasce in modo molto spontaneo, attinge prevalentemente dai ricordi e dalle emozioni del passato… Se mi si passi il termine è il disco più “intimistico” che ho fatto, un viaggio all’indietro nel tempo (a partire dal titolo) nel tentativo di rivisitare i miei luoghi, le persone, i fatti che un po’ hanno contribuito a fare di me ciò che sono. Nel bene e nel male.

Cosa ami del Salento? Parlaci di un luogo del tuo cuore…  Non ho luoghi del cuore particolari, tutto il Salento è il luogo del cuore, amo questa Terra in tutto e per tutto, con i suoi pregi e suoi difetti, con le sue “prucissioni”, le “pizzoche”, li “furesi”, le strade, le piazze, le sue feste popolari, i suoi volti, i campi assolati, il mare, la luce le ombre e le sue contraddizioni… Non amo i luoghi comuni, le maschere e le ostentazioni, il campanilismo, il suo impacchettamento e la confezione che lo rendono quasi un “prodotto” commerciale ai fini del mercato e del business – che pure serve, per carità! Ma che a prescindere me noja….
Come sono gli uomini e le donne salentine… Gli uomini e le donne salentini sono come tutti gli altri. Le donne poi.. tutte beddre…
Il tuo rapporto con te stesso? Con me stesso ho quasi sempre un buon rapporto, sono sovrapponibile pari pari a ciò che scrivo e che canto anche se, ogni tanto, i conflitti non mancano. Lotto ogni giorno per sintonizzare la testa con il cuore. Spesso ci riesco, ma quando non riesco generalmente è la testa che soccombe. Dico sempre le cose che penso senza alcun tipo di filtro o compromesso e questo è il motivo principale per il quale sono felice di essere come sono. Anche se ogni tanto mi capita “ca me noju sulu”…
Parlaci dei progetti artistici per il futuro e delle tue prossime tappe. Progetti non me ne faccio molti ma non escludo ancora una trentina di dischi. “Sta nci piju gustu”… Vivo così, prendo quello che viene al momento, improvviso e non pianifico quasi mai nulla, anche perché altrimenti mi annoierei a morte… Tappe? Il 3 di febbraio sarò ospite di una rassegna importante a Catanzaro, poi in Francia e poi… dove capiterà! Dalle bettole ai teatri, fino a quando ci sarà chi ascolta…

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