La Chiesa di San Pietro e Paolo. A Galatina, la chiesa simbolo della “guarigione”

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Galatina, definita l’ombelico del Salento per la sua posizione centrale tra il mare Adriatico ed il mare Jonio, dista da Lecce circa 20 km.

Le sue origini sono controverse. Galatina avrebbe come origine etimologica Galathena, dall’etimo greco galactos per i fertili pascoli ed il buon latte che in quella zona si produceva. Secondo altri si dovrebbe far risalire ai Tessali: il toponimo, in questo caso, sarebbe da ricollegare a Galatena, loro città Sacra, oppure ancora alla figlia di Teseo, Galata. Noi preferiamo ricondurla ad epoca Ateniese ed il suo nome di origine greca è confermato dalla derivazione da galatos. Si farebbe risalire ad epoca greca anche per via dell’effige sul suo Stemma. Su questo, infatti, sono raffigurati la Civetta, per l’appunto simbolo di Minerva e di Atene; la Corona, simbolo della sua resistenza alle invasioni di Goti e Saraceni; e le Chiavi, ossia le Chiavi del Vicario di Cristo, dacché la città fu indicata come sede cattolica dalla Santa Sede. La sua storia ci lascia tracce importanti di epoca Bizantina proprio con la splendida Basilica di Santa Caterina D’Alessandria, voluta e costruita nel 1383 da Raimondo Orsini Del Balzo, la cui casata era proprietaria di quelle terre, come ex voto per essere tornato vittorioso dalla Terrasanta. Agli Orsini, che tanta testimonianza artistica hanno lasciato, sono succeduti i Castriota Scanderber, poi i Sanseverino.

Tre le porte di accesso alla città antica: Porta della Luce, Porta San Pietro, detta Porta Nuova, e Porta dei Cappuccini introducono in un dedalo di vicoli e strade ricchi di Palazzi gentilizi e meravigliose antiche dimore. Nella piazza principale troviamo la bellissima ed imponente Chiesa dedicata ai Santi protettori Pietro e Paolo, con la sua facciata di indiscussa bellezza ed armonia, in pietra leccese, di inequivocabile stile barocco. In un primo momento pare fosse dedicata non ai principi della Chiesa, ma all’Immacolata Concezione di Maria. Infatti sul portale centrale della sua facciata, è posta la statua dell’Immacolata Concezione. Sempre sulla facciata si possono ammirare in alto a destra la statua di San Pietro, a sinistra quella di San Giuseppe. Sulle porte laterali troviamo le statue di San Marco da un lato e San Sebastiano dall’altro. Nelle nicchie sono poste le statue di San Trifone e San Paolo. Questa chiesa, così come ribadito sul cornicione, fu finita di costruire nel 1633, sull’area di un precedente edificio sacro di probabile rito greco fino al tempo di Papa Sisto IV. Fu poi ristrutturata e completata nel 1770, quando furono riparati anche i danni del terremoto del 1743. Il portale è arricchito da un doppio ordine di colonne che sorreggono un prezioso architrave decorato secondo un elegante stile barocco a cui lavorò il noto maestro architetto Giuseppe Zimbalo, che partecipò anche alla costruzione della Basilica di Santa Croce in Lecce. L’interno è suddiviso in tre navate, quelle laterali con volte a crociera finiscono in un’ampia cappella. La navata centrale con il soffitto a capriate nascoste da una volta a botte lunettata è chiusa da un presbiterio con ampio coro. Sulla navata centrale troviamo gli affreschi del Paliotti che hanno come tema la vita di San Pietro. Tra i tanti preziosi dipinti ricordiamo il quadro dell’Immacolata del Tiso, la lavanda dei piedi di Serafino Elmo. Tra le statue rilevanti, l’Immacolata del Sammartino e quella del Cino.

Nella Cappella dedicata a San Pietro si conserva un busto d’argento del Santo ed in una teca la Pietra dove, si narra, egli sedette durante la sua sosta in Galatina nel suo viaggio verso Roma. Durante questo viaggio di evangelizzazione, si narra che San Paolo, riconoscente per la calda ospitalità di un uomo pio nel suo palazzo, dove è ora ubicata la piccola cappella in via Garibaldi, diede a questi i poteri di guarigione per coloro che avrebbero subito punture da ragni o serpenti velenosi. Per guarire. bastava bere l’acqua del pozzo e fare un segno di croce sulla ferita del morso. Da ca cui il rito del Tarantismo.

Ancora oggi ogni anno nei giorni 28/29 Giugno si tengono importanti festeggiamenti in onore dei Santi Apostoli Protettori della città: Pietro e Paolo. Una festa molto suggestiva per i suoi riti, famosa in tutto il mondo.

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