La cotognata, dolcezza salentina

0

Semplice e forte con fiori bianchi a roselline, foglia aspra e rude, così appare il Melocotogno nei miei ricordi nel giardino della nonna. Da uno dei più antichi alberi da frutta, più simile a un arbusto, già conosciuto dai Babilonesi e dai Greci, nasce un frutto molto particolare sacro a Venere: la Melacotogna.
La Melacotogna è un pomo irregolare e nodoso con la buccia ricoperta di peluria dal colore giallo-oro e dalla polpa profumata dolce-asprigna che matura in ottobre-novembre. Questo frutto, tipico del Salento, ci consente con i suoi polposissimi frutti di preparare un dolce raffinato pur nella sua semplicità: la Cotognata.
Tra le tante ricette scelgo la più semplice. Si prendano per ogni chilo di frutti 700 g di zucchero, il succo di un bel limone biologico e acqua quanto basta. Laviamo bene la frutta e tagliamola a pezzetti con tutta la buccia, togliendo il torsolo e le imperfezioni che può presentare. Mettiamo la frutta così preparata in una pentola con bordi alti insieme al succo di limone e tanta acqua quanta ne serve per coprirla appena. Si metta a cuocere e, dal momento che inizia a bollire, far passare circa 45 minuti. Ora i pezzetti di frutta saranno diventati più morbidi e scuri, togliamoli dal fuoco e frulliamoli col mixer a immersione per ottenere una polpa densa. A questo punto ripesiamo la polpa ottenuta e, per ogni chilogrammo, aggiungo g 700 di zucchero. Rimettiamo sul fornello e cuociamo a fuoco lento mescolando continuamente. Quando il composto sarà di colore ambrato scuro e si staccherà dalle pareti e avrà una buona densità, facendo attenzione che lo zucchero non caramelli, togliamo dal fuoco.
Versiamo la Cotognata così ottenuta su un piano di marmo o tagliere liscio appena unto d’olio, stendiamo e pareggiamo in uno strato dello spessore di 2/3 cm e lasciamo raffreddare. Tagliamo quindi in “caramelle” a losanghe che incarteremo una per una con carta per dolci per meglio conservarli e servirli. Possiamo conservare la nostra cotognata con qualche chiodo di garofano o pezzetti di cannella o alloro secondo il gusto. Preciso che, volendo una Cotognata più morbida, da spalmare, è sufficiente toglierla dal fuoco un po’ prima che cominci ad addensarsi troppo. Questa insieme ad altre semplici prelibatezze come le “chinnuliddhe” e i “fichi secchi al forno con le mandorle” accompagnano il nostro San Martino e tutte le feste autunnali e invernali del Salento.

You might also like

Questo sito utilizza strumenti per il tracciamento delle informazioni sulla provenienza degli utenti Dettagli

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi