La leggenda della Guglia di Soleto

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di Maria Thilo

the spire of raimondello

Novembre è il mese di tutto ciò che è oscuro e sinistro. Il giorno dei morti viene celebrato recandosi al cimitero per far visita ai propri defunti e accendendo candele in chiesa e sui sepolcri. Ad Halloween fantasmi e mostri vagano liberamente. Il fatto che Halloween non sia una tradizione tipica del Salento non significa che non esistano leggende di spaventose creature e storie di magia oscura. I màcari erano stregoni e streghe dotati di preveggenza e poteri guaritori, sebbene venissero accusati di rapire i bambini, di scambiare i neonati con quelli di altre famiglie e di lanciare fatture di malattia o di morte.

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La città di Soleto era chiamata terra dei màcari per l’alto numero di streghe e stregoni e in particolare l’alchimista e filosofo Matteo Tafuri era considerato un potente negromante. Una notte decise di innalzare una torre, che doveva essere ultimata prima dell’alba. Chiamò in suo aiuto un’orda di streghe e demoni, per estrarre la pietra calcarea dalla vicina carcara ti lu tiàulu – la cava del diavolo – e trasformarla in sagome umanoidi e bestiali per decorare quella torre che i diavoli alati stavano costruendo ad una velocità da incubo.

L’alba si avvicinava e la torre era quasi pronta, quando le streghe e i demoni fuggivano lontano per evitare la luce del giorno. Solo quattro diavoli alati rimanevano al lavoro per aggiungere gli ultimi capitelli, ma il sole era ormai sorto e loro venivano colti dalla luce lì, ognuno nel suo angolo della torre, pietrificati.

guglia di soletoIn realtà la torre è stata costruita nel 1397 da Raimondo Orsini del Balzo, Conte di Soleto e principe di Taranto, cento anni prima della nascita di Matteo Tafuri, con lo scopo di consolidare il predominio latino in una società greco-bizantina; dal punto di vista degli abitanti sottomessi è possibile che quella torre fosse considerata un monumento senza alcuno scopo e quei diavoli, streghe e spiriti infernali raffigurati non fossero altro che i loro stessi padroni prepotenti.

Oggi la splendida torre, dalla cui cima si possono scorgere I due mari del Salento, si trova sulla lista dei monumenti nazionali, insieme al campanile di Giotto a Firenze e la torre campanaria di Verona.

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