La Pupazza. La realtà vista con l’occhio di Eleonora De Giuseppe

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Ha dipinto il fondale per La Notte della Taranta, reinterpretando la ragnatela in una chiave contemporanea partendo da una linea che non si stacca mai, proprio come fa il ragno, che tesse la sua tela senza sosta. Eleonora De Giuseppe, in arte La Pupazza, ha cominciato dal suo Salento, quasi casualmente, a 24 anni, con gli ormai notissimi “occhi” dipinti sui muri, per poi arrivare a dipingere la sua realtà sui muri di alcune delle più importanti città e metropoli in Italia e nel mondo. Ci ha raccontato chi è e cosa fa la Pupazza, e in cosa consiste il cosiddetto “pupazzismo”, tutto estro e creatività.

pupazza-5gChi è La Pupazza e chi è Eleonora De Giuseppe? Ci sono differenze tra voi? La firma la Pupazza è nata nel 2008 quando ho incominciato a dipingere i muri di Tricase, il mio paese. Con il tempo ho realizzato che la passione della arte è cosi totalizzante che la linea sottile tra la Pupazza personaggio e la reale e vera “me” è davvero sottile. Sono nata col fuoco dentro, tant’è che già a 6 anni dipingevo le ceramiche in una bottega del mio paese. D’estate ero lì tutti i pomeriggi, mi piaceva dipingere le mattonelle, ne dipingevo cosi tante e cosi velocemente che dopo mezz’ora ilmio maestro mi diceva sorridendo che con tutte quelle mattonelle avrei potuto arredare le cucine delle case di tutti
i tricasini.

pupazzaIn che cosa consiste il “Pupazzismo”? Il curioso termine Pupazzismo è emerso dopo la foto con l’occhio fatta a un noto critico d’arte che venne a trovarmi nel mio laboratorio di Milano. Fu così divertito e sorpreso dalla fotografia di rito nella quale “costringo” a dire “La Pupazza non è pazza” che mi disse: “hai creato qualcosa di unico, è un occhio magico e contagioso, da oggi possiamo dire che esiste una nuova corrente artistica, Pupazzismo ti piace?”. E io sorridendo non ho potuto che dire si. Il Pupazzismo significa volare tra le bolle, essere leggero (che non significa superficiale), vedere il mondo da un’altra prospettiva, considerare se il piatto di pasta asciutta in realtà non sia una donna bionda con un cappello bianco (sì, perché se tu capovolgi la pasta asciutta vedrai una donna che si chiama Asciutta Pasta!).

pupazza-farfalla-di-fruttaFirmi le tue opere con un simbolo, l’occhio, quello con cui guardi e reinterpreti la realtà? Quale realtà racconti e quale vorresti raccontare? L’occhio è una finestra che si affaccia sul mondo. Non è mai giudice , anzi è tenero, e credo che voglia più parlare che guardare. Io ho un bisogno estremo di condividere i miei pensieri e idee, e l’occhio, più di tutti gli altri sensi, comunica tutto e quando lo disegno sui muri delle città del mondo penso che sia come una vita di un videogames… se lo catturi hai un potere, un sogno.

Hai dipinto a Londra, Milano, Parigi, Amsterdam, Sydney. Cosa ti porti dietro del Salento? E cosa ti lasciano invece queste altre realtà? Quando parto metto nella valigia la grinta e il modo di fare spontaneo che ci contraddistingue. Al ritorno ho talmente tante esperienze e cose nuove imparate che non mi basterebbero neanche 10 valigioni… esperienze sia belle che meno belle, come quella volta che mi hanno arrestata per una notte a Berlino per aver colorato un cartellone stradale pubblicitario ormai sbiadito e malandato.

Hai dipinto il fondale de La Notte della Taranta, l’evento più importante dell’estate italiana. Che cosa ha rappresentato questa esperienza e cosa ti ha lasciato come donna e come artista? Come artista mi ha fatto sentire onorata e sicuramente mi ha lasciato la sensazione di essere un dinosauro che lascia la sua impronta in un evento così importante e atteso, soprattutto perché è stata la prima edizione nella quale hanno deciso di puntare sull’arte. E’ stata un’intuizione di Gabriella Della Monaca, che fa parte della stupenda organizzazione e che ringrazio con il cuore per avermi invitata. Come donna è stato un grande arricchimento dell’anima. Poi quest’anno il tema principale è stato proprio la donna, ed io sono una fan di tutte le donne coraggiose, le moderne amazzoni.

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