La stagione delle sagre

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Il Salento è formato da oltre cento tra città, paesi e frazioni. Ognuno con caratteristiche diverse, spesso diversi dialetti e retaggi culturali. Una costellazione di tradizioni tenute insieme solo dall’amore per una meravigliosa terra lambita dal mare e da alcune importanti arterie stradali, spesso incompiute.

Il resto è campanilismo puro, orgoglio sfegatato di essere nati in un luogo anziché in quello vicino, gelosia per le ricette di famiglia, fierezza per le radici contadine, vanto per le mille chiese e cappelle che tappezzano il territorio, anche quello rurale, innato senso dell’ospitalità. Salentinità.

L’ospite curioso e attento potrà trovare, riconoscere e apprezzare questi tratti caratteristici componendo a piacere il proprio itinerario turistico scegliendo come tappe le tante sagre organizzate ogni giorno, in ogni angolo del Salento.

Potrà così scoprire che le nostre sagre, a dispetto del nome, non hanno niente di sacro. A quell’aspetto sono dedicate le feste patronali, più sobrie ma non meno amate e frequentate.

Sacro semmai è il rispetto per la tradizione che la sagra vuole promuovere e tramandare. Ed è meticolosa l’organizzazione dell’evento, la scelta del giorno, l’allestimento degli spazi, la spasmodica richiesta di offerte perché la sagra sia più bella di quella dell’anno prima e più frequentata di quelle dei paesi limitrofi. Sacra la suddivisione dei compiti tra i promotori, i compaesani volontari e le immancabili mamme e nonne che contribuiscono con i famosi e prelibati piatti tipici.

Il concetto di tipico, in questo caso, merita una precisazione. Ogni mamma o nonna è custode delle ricette di famiglia, degli ingredienti e delle preparazioni segrete da rivelare solo alle figlie e alle nuore. Tipico non vuol dire “del luogo” ma, propriamente “della casa”. Di ogni casa.

Quello che proponiamo a quel turista curioso e attento è un viaggio tra cultura, tradizione, colori, profumi e sapori indimenticabili. Un tour alla scoperta dei sani prodotti alla base della dieta mediterranea e delle loro trasformazioni in piatti memorabili gustati nelle magiche piazze salentine.

Pane, pittule, pesce, ricci di mare, polpi, “municeddhe”, “pezzetti di cavallo”, “turcineddhi” … attenti a scegliere secondo i vostri gusti, le sagre sono più numerose dei giorni di vacanza.

Stefano Conte

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