La Vigilia dell’Immacolata Concezione

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Rigoroso digiuno. O forse no…

 

immacolata-concezione-guido-reni-largeLa celebrazione dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria è celebrata dai cattolici di tutto il mondo, ma pochi sono consapevoli del fatto che questa tradizione, che è stata ufficialmente proclamata dogma dalla Chiesa solo nel 1854, è celebrata nel Salento sin dal 1500.

Ancora oggi le confraternite della Vergine Immacolata organizzano feste in molti paesi in tutto il Salento e anche se il fervore dei festeggiamenti sta registrando una certa flessione, la tradizionale processione della Vergine con una luna crescente che calpesta un serpente, è ancora vissuta con partecipazione.

In molti paesi sopravvive l’antica tradizione di distribuire “pane bianco” che simboleggia la purezza della Vergine. Le nostre nonne rispettano ancora il digiuno tradizionale la mattina della vigilia. Con i fornelli spenti e le cucine intonse, il massimo che ci si può concedere è una tazza di latte e il caffè. Il digiuno è un sacrificio a Maria, un rito per purificare il corpo e l’anima. Ma non disperate, se vi trovate nel Salento la vigilia dell’Immacolata non rimarrete a digiuno.

puccia-2Certo, difficilmente vi serviranno della carne, ma la tradizione prevedeva che i bambini, rientrati da scuola, trovassero comunque un pasto semplice, composta dalla tradizionale puccia, una forma di pane, bianco e soffice, con tonno, capperi e svizzero, e accompagnato dalla scapece, ovvero il pesce fritto bagnato col aceto e pan grattato. Tutta la famiglia si riuniva intorno al tavolo proseguendo il digiuno del mattino con una dieta di acqua e pane, anche se riccamente guarnito!

In serata, la tradizione prevede la prima pittulata dell’anno! Ai vecchi tempi le frittelle di pasta lievitata, servite semplici o condite con baccalà, cavolfiori, pomodori o capperi, si consumavano soltanto nel periodo che andava dal giorno della Vergine Immacolata fino a Natale.

Un giorno, questo,  in cui era previsto anche l’assaggio del primo vino bianco. Anche ai bambini era concesso inzuppare un tarallino nel vino! Al giorno d’oggi la cena si completa con una varietà di piatti a base di pesce e verdure come le rape nfucate, una specialità del Salento. Per finire il pasto un po’ di frutta fresca, le prime clementine, finocchi, noci.

Dopo aver osservato il digiuno in maniera “così rigorosa”, i bambini credevano che Maria li avrebbe ricompensati col dono di un dente d’oro e avrebbe partecipato alla processione con la bocca aperta. Forse c’è una buona ragione per cui questa convinzione sembra essere scomparsa, ci chiediamo quanti bambini oggi crederebbero alla storiella del dente d’oro. Rigoroso digiuno oppure no…

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