Le luminarie, come e dove nasce il fenomeno di luci e colori

A pochi giorni dalla Festa di Santa Domenica a Scorrano un articolo sulla nascita e lo sviluppo delle luminarie nel Salento.

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La festa religiosa nel Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare nel Salento, è caratterizzata da diversi momenti suggestivi ed entusiasmanti: processioni, bancarelle, giostre e fuochi d’artificio. Ciò però che rende una festa scintillante sono le luminarie: cassarmoniche, spalliere, frontoni, rosoni, gallerie, castelli, torri, sono i protagonisti armonici che lasciano stupefatti anche gli spettatori più esigenti. Luci e colori sono il risultato di ingegno e studio costante da parte dei tecnici, e di eccellenti capacità artistiche dei paratori. L’architettura risolve, come su un palcoscenico teatrale, esigenze prospettiche e scenografiche. La leggerezza, la raffinatezza e la stabilità dei materiali, sono studiate per resistere a vento, pioggia e temporali. Le luminarie sono elemento fondamentale della festa, che diventa custode di tradizioni, cultura e identità territoriale.

Il fenomeno delle luminarie nasce intorno agli anni ‘30 e si sviluppa con il potenziamento della rete elettrica, anche se l’elemento luminoso come decorazione esiste già da molto tempo prima.

Scorrano, considerata la capitale mondiale delle luminarie, è una cittadina nella zona centro-meridionale del Salento, costruita su una lieve altura non superiore ai 100mt dal livello del mare. Deve il suo nome al suo probabile fondatore, un console romano, tal Marco Emilio Scauro. Nei giorni della festa di Santa Domenica – 5-6-7-8-9 luglio – tutto il paese viene coinvolto in una insolita processione mattutina. La Santa, portata in processione, entra nel palazzo Ducale, poi in Ospedale, e raccoglie donazioni ed offerte in denaro lungo tutto il suo percorso. La statua è ricca di exvoto preziosi. Si narra che, durante una celebrazione, nel giorno della festa, scoppió un temporale. Un fulmine entró in chiesa da una finestra ed uscí dalla porta rasentando le bancarelle di argentieri poco distanti dalla chiesa. Questi, per ringraziare la Santa per essere scampati alla folgorazione, donarono collane e bracciali preziosi appendendoli alla sua statua. Tradizione questa che viene mantenuta dai tanti devoti ancora oggi. Il 6 luglio, dalle 9 alle 13, si rinnova la tradizione religiosa e una imponente processione percorre le strade della città, portando la Santa fino al cosiddetto “Arco di Santa Domenica”, dove avviene la consegna delle chiavi della città alla Santa Protettrice. Un aneddoto racconta che un giorno, nei primi di Luglio nel 1600, quando imperversava l’epidemia di peste, la Santa di Tropea apparve ad un’anziana, che vide sulle mura di Scorrano una giovane che le comunicó di voler proteggere gli abitanti dalla peste e voler diventare dunque la protettrice del paese. Chiese poi di comunicare questa sua volontà al parroco e a tutti coloro che avessero avuto bisogno di guarire e li invitó ad accendere lampade ad olio sui davanzali e sugli usci, per testimoniarne la guarigione.

Così la città si riempí di luci per diversi giorni. Da quel momento ogni anno viene ripetuto il rito della luce che guarisce. In seguito, con l’avvento della rete elettrica, questa tradizione è diventata la splendida festa delle luminarie, ormai famosa in tutto il mondo. Giochi di luce, prospetticamente organizzati, inventano mondi e strutture fantasmagoriche attraverso cui i visitatori diventano oggetti e soggetti degli stessi giochi. Le ditte di paratori ogni anno si scambiano i lotti da addobbare per misurarsi con i diversi spazi. Oggigiorno, con le più avanzate tecnologie led, i paratori scorranesi hanno raggiunto livelli spettacolari, inimmaginabili solo poco tempo fa. Con sofisticati software si ottengono ritmi musicali, luminosi, ingegnosamente coerenti anche con i fuochi d’artificio, creando suggestioni che lasciano incantati intenditori e profani. Le luminarie, con un tripudio di luci, colori, suoni, disegni e illusioni, incantano le notti estive del Salento.

 

di Alda De Pascalis

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