La presenza del passato. Un viaggio nella storia

0

Sin dalla notte dei tempi popoli antichi hanno attraversato il Salento e ne ha fatto la loro casa.

Il primo Homo Sapiens in Europa è arrivato qui circa 45.000 anni fa, e in alcune delle tante grotte di arenaria sono state rinvenute tracce di pittura rupestre e incisioni. Così come megaliti preistorici.

Gli storici sanno ben poco riguardo la vita in questi luoghi prima dell’arrivo dei Messapi. Sono state erette città fortificate in tutto il Salento e a Brindisi, per proteggere la loro terra dalla colonia greca di Taranto. I resti della cultura di questi popoli sono oggi visibili nei musei archeologici di Lecce e nei parchi archeologici, come ad esempio a Roca Vecchia e Vaste, dove sono stati ritrovati muri e tombe. Ma tracce di questa antica civiltà sono evidenti anche nel Salento dei nostri giorni.

I Messapi coltivavano uva e olive, modellando così la campagna con gli uliveti e i muretti a secco che si estendono per chilometri. Anche all’interno delle tradizioni culinarie, il loro patrimonio è ancora presente. Essendo allevatori di cavalli, questa carne era spesso sul menu, e ancora oggi è una specialità locale tra le più apprezzate. Con il tempo i Messapi hanno dovuto arrendersi ai Romani.

Questo significò un rinnovo delle infrastrutture e di molti siti. Brindisi è diventata la porta romana verso Oriente, ma ben presto anche Lecce divenne un importante centro, con il suo porto sui cui resti oggi si trova San Cataldo. Il Salento produceva olio d’oliva in quantità tali da illuminare le lampade di tutto l’Impero Romano e Lecce si arricchì, con il tempo, di anfiteatri e teatri, che ancora oggi ospitano importanti manifestazioni ed eventi culturali.

Dopo la caduta dell’Impero romano, fu la volta di Bisanzio.  Ha mantenuto una certa influenza greca sul Salento, che è molto forte tuttora. Soprattutto nel profondo sud di Lecce, dove il dialetto locale, appunto il “Griko”, è ancora parlato dalle generazioni anziane.

Poi vennero i Normanni. I resti più importanti sono la struttura dello stato feudale, i geni per gli occhi azzurri e il famoso mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto.

Durante il Medioevo il Salento è passato dalla dominazione tedesca a quella francese, per finire in mani spagnole. Del periodo delle crociate possiamo riconoscere castelli, torri e mura fortificate, come a Roca Vecchia e Leverano, e molte chiese importanti – come la Basilica di S. Caterina a Galatina – dove ancora oggi è possibile ammirare affreschi affascinanti e colorati.

Nel 1480 i Turchi conquistarono Otranto, decapitando 800 abitanti che rifiutano di convertirsi all’Islam. I loro teschi sono conservati e ancora visibili nell’ossario della Cattedrale di Otranto. Per prevenire ulteriori attacchi, Carlo V fece costruire una serie di torri di avvistamento lungo tutta la costa da San Cataldo a Porto Cesareo, che sono ancora in piedi.

Durante il suo regno, Lecce visse il suo periodo d’oro, con la costruzione dei castelli di Lecce e Acaya, e numerose chiese, monasteri e palazzi sono stati edificati secondo l’inconfondibile stile del Barocco Leccese.

In questa penisola, Greci, Romani, Bizantini, Tedeschi, Arabi, Ebrei, Vichinghi, Francesi, Turchi e Spagnoli hanno lasciato il segno. Ovunque si scavi, ci si può imbattere in un pezzo di storia: un bagno romano, un frantoio ipogeo… Ogni roccia è il residuo di una civiltà lontana.

Il passato è presente, appena sotto la superficie.

You might also like

Leave A Reply

Questo sito utilizza strumenti per il tracciamento delle informazioni sulla provenienza degli utenti Dettagli

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi