Luigi Baldari, il Mastro Geppetto leccese tra i vicoli della cartapesta

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Sparse nei vicoli del centro storico le piccole botteghe custodiscono la storia dell’artigianato locale, tramandano da generazioni i segreti di un mestiere che non conosce manuali ma solo quella manualità che si apprende dai vecchi maestri che negli anni hanno dato vita ai tanti personaggi finiti nelle case di tutto il mondo per arricchirne i salotti e i presepi.

C’era una volta a Lecce, nel lontano 1700 circa, una famiglia veneziana che abitava una corte del centro barocco. Commerciava prodotti salentini, olio, vino, ortaggi che esportava al IMG_6140nord e insegnava ai locali un’arte tipica della città sul mare: la cartapesta. All’epoca in pochi ne compresero il valore, lo intuirono i barbieri che nel retro bottega cominciarono a realizzare le prime statuette come secondo lavoro, per arrotondare il primo, poco redditizio. Fu così che l’arte della cartapesta cominciò a diffondersi anche in questo sud dove, per caso, il parroco di una diocesi vicina, riconobbe la magnificenza delle opere che sarebbero state utili all’arte sacra per la riproduzione di statue a grandezza reale durante le processioni. Da allora si andò dilagando l’antica arte oggi divenuta una delle più prestigiose dell’artigianato locale.

Ne è pieno il centro storico leccese di manufatti originali, di volti scolpiti nella terracotta e avvolti nella carta dipinta a mano. Ogni statua, ogni oggetto a regola d’arte riproduce in miniatura paesaggi e popoli d’un tempo andato che vive ancora oggi sotto le antiche volte a stella delle botteghe scavate nella pietra gialla. In vetrina statue, fermacarte, bracciali in cartapesta, sul tavolo gli attrezzi del mestiere. Tutto si svolge lì dentro.

A pochi passi da Porta Napoli, Luigi Baldari ha realizzato il suo Museo dei mestieri della memoria dove accoglie i turisti a cui mostra la sua arte. Non ne è geloso bensì orgoglioso. Lo ha portato lontano, fino a Tokio, ospite in eventi e fiere d’artigianato, in diversi Paesi del mondo. E’ legato alle sue opere e ad esse sono legati i suoi ricordi, come quello del Papa Wojtyla che gli fa brillare gli occhi.

IMG_6106Ci racconta con entusiasmo di averlo incontrato nel suo studio al Vaticano, di averlo abbracciato, ben due volte e omaggiato con un quadro che per anni ha arredato le pareti sacre della Cappella Sistina accanto ai grandi capolavori della storia dell’arte. Luigi Baldari fu infatti commissionato dall’Arcivescovo Ruppi per realizzare un quadro che ritrae la Madonna di Czestochowa e lo stemma papale, in occasione della benedizione della prima pietra del nuovo Seminario di Lecce. Papa Giovanni Paolo II, colpito dalla bellezza dell’opera volle conoscerne l’autore. Oggi quel quadro è custodito sull’altare di una cattedrale polacca che Luigi ha di recente visitato insieme a Maddalena, sua moglie,che da ragazza ha lasciato la Sardegna per stargli accanto. Oggi lo aiuta nella sua bottega dove il Mastro Geppetto della Lecce antica crea i suoi “figli”. Non dal legno, bensì dal cotone. Una tecnica appresa ad Amalfi che esercita con un torchio del’ 700. E’ l’unico in Italia, forse al mondo.  Crea la carta da strofinacci di cotone, e mette ad asciugare i fogli per ore. Poi con questi veste i suoi figli e i suoi quadri.

Eliana Degennaro

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