Melpignano, storia e racconti di un paese “pizzicato”

Nell'articolo di Alessandro Romano, una panoramica sul paese che ospita ogni anno l'evento clou dell'estate salentina e non solo.

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Nel cuore del Salento, lontano dal mare ma da sempre al centro di importanti vie di comunicazione, sorge il piccolo borgo di Melpignano, nell’area ellenofona nota come Grecìa Salentina, un ristretto insieme di paesi che hanno conservato fino a oggi l’antico idioma che coloni greci portarono qui nel Medioevo.

Questo territorio è stato abitato sin dall’alba della storia, almeno dall’Età del Bronzo, come testimoniano i numerosi menhir che sono disseminati fra le strade della cittadina, forse ancora poco notati rispetto ai monumenti più appariscenti. C’è però un altro studio che suggerisce che questi menhir potrebbero avere a che fare con le prime comunità di fede cristiana che attecchirono in Salento, nel periodo altomedievale. Dopo essere stata certamente colonizzata dai Romani, Melpignano rientrò per oltre cinque secoli nell’orbita della cultura greco-bizantina, che ne influenzò profondamente cultura, usi e costumi, ed ovviamente anche l’idioma.

Il cuore del borgo si stringe attorno alla grande piazza San Giorgio, un santo cui questa comunità è estremamente legata. Qui sorge la chiesa cinquecentesca, ma appena fuori il paese pochi sanno che oggi dove si vede quasi un rudere c’era l’antica chiesa di San Giorgio: sulle sue pareti è un susseguirsi di graffiti, che testimoniano la grande quantità di viandanti che qui giungevano, si fermavano o partivano. La nuova chiesa è imponente e ricca di pregevoli affreschi, anch’essi risalenti al Cinquecento. Si affaccia su una delle piazze storiche più antiche e importanti del Salento: lungo il suo perimetro si affacciano una serie di portici rinascimentali, che rappresentano un raro esempio in tutta la regione di architettura concepita esclusivamente per fini commerciali: la loro costruzione cominciò verso la fine del Cinquecento, e furono destinati a ospitare il grande mercato settimanale che si teneva il sabato. Giungevano commercianti da ogni dove, oltre che da Lecce anche da Bari e Napoli, e le botteghe fiorirono, in questa vantaggiosa opportunità di scambi. Solo a partire dall’Ottocento questo luogo cominciò a perdere la sua importanza, causa il trasferimento del mercato nella vicina Maglie.

Nei pressi, il monumentale Palazzo Marchesale Castriota, costruito nel 1636 dal celebre architetto Francesco Manuli che nella realizzazione operò soluzioni architettoniche sobrie e decorazioni eleganti e poco appariscenti, più vicine ad un gusto rinascimentale. Si nota ancora, comunque, l’origine guerresca che ebbe in origine questo palazzo, al quale appartengono le torri di vedetta, mura di difesa, camminamenti di ronda, che nascondono alla vista un ampio giardino retrostante. È il secolo più proficuo per la cittadina, che vide il sorgere del grande complesso della chiesa e convento degli Agostiniani, oggi divenuto il fulcro di tutte le attività culturali e ricreative della zona. Melpignano conserva nel suo centro storico alcuni fascinosi frantoi ipogei, costruiti fra XVII e XVIII secolo, che testimoniano l’importante attività della produzione olivicola che in pratica sosteneva l’intera penisola salentina, in quegli anni.
Quello che oggi balza agli occhi del mondo, di questa cittadina, è soprattutto il concerto-evento della Notte della Taranta, un incontro di artisti di tutto il mondo che da anni ormai si ritrovano qui per “contagiare” la pizzica salentina più autentica con musiche e stili differenti provenienti da ogni dove. Un borgo di poco più di duemila abitanti, in agosto, si ritrova con oltre 150.000 persone, certamente attratte non solo dalla musica ma dall’intero “contesto” salentino. Ha del miracoloso che una simile concentrazione non abbia mai prodotto in 20 anni alcun incidente o qualsivoglia tipo di problema. L’ultimo miracolo di una terra generosa, che continua ad ospitare     viandanti da quando è nata la Storia!

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