Otranto: una poesia d’inverno colorata, calma e bella

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otranto 10di Maria Thilo

Se sei mai stato in Salento d’estate in alta stagione, sei stato probabilmente nel punto più a est d’Italia – Otranto.

otranto 12Hai passeggiato nei vicoli antichi della vecchia città fortificata nel labirinto di negozi di souvenir mentre venivi trascinato attraverso il flusso ininterrotto di turisti. In ogni angolo un ristorante affascinante, il porto pieno fino all’orlo di imbarcazioni di tutte le misure, che vanno e vengono attraverso l’entrata stretta del porto naturale. Probabilmente hai nuotato nelle acque cristalline e turchesi della baia dalla spiaggia piena e hai camminato sul lungomare quando scende la calda serata estiva. E adesso un veloce salto avanti nel tempo.

L’estate è passata, l’autunno anche, Natale è trascorso. È gennaio, inverno in Salento. L’aria è frizzante, il cielo anche più chiaro che in quei giorni d’estate passati sulla spiaggia. Il sole è basso e l’ombra è ampia e profonda. Il pomeriggio ad Otranto è qualcosa di completamente diverso oggi. Quando ti avvicini alla fortificazione, le alte mura si aprono in archi neri, ombre affilate ricoprono gli angoli del cortile. Lassù in alto puoi scorgere le facciate delle case, stratificate, che si affacciano sull’insenatura. Ma, soprattutto, la città è vuota. Se ancora una volta ti perdi nello stretto labirinto di strade, puoi cominciare a immaginare come poteva essere anni fa.

otranto 11Ma Otranto era sempre una città davvero impegnata, un punto d’incontro, un mercato, un luogo di partenza e questo silenzio potrebbe essere dovuto all’orario di pranzo o forse i residenti sono partiti per godersi una meritata vacanza altrove durante la bassa stagione. Hanno lasciato la città per fartela esplorare. Nel freddo pomeriggio d’inverno l’essenza mistica dell’antica cattedrale normanna risalta nel gioco di luci e ombre. Il silenzio regna, si può ascoltare sotto gli alti archi solo la voce di un prete che recita un salmo per sé e per il piacere di Dio. Ti meravigli del famoso mosaico pavimentale, in silenzio. Se scendi giù nella cripta, puoi meditare immerso nella bellezza delle tante sottili ed eleganti colonne, ognuna di diversi colori e intarsi, la luce soffusa e la pace scende come un incantesimo su di te.

Mentre sei in chiesa, si avvicina la sera e la luce cambia di nuovo. Il colore dorato delle mura di pietra accarezzato dagli ultimi raggi di sole esalta alla perfezione il panorama del mare. E, appena il sole tramonta alle tue spalle, le luci attorno alla baia luccicano come migliaia di stelle nell’acqua. Camminando in alto, attorno alle mura della città, puoi respirare questa bellezza, i colori che diventano delicati al tramonto, l’orizzonte ampio si apre verso est, i gabbiani volano attorno ai tetti delle case e alle torri. Ciò che in estate era un’affollata destinazione turistica è diventata una poesia d’inverno nel Salento, colorata, calma, bella, che ti ricorda che il Paradiso è qui se apri gli occhi e te ne rendi conto.

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