Silvia, la liutaia che racconta il Salento

Arte e passione nelle botteghe artigiane

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Precisa, giovane, eclettica. Bastano pochi aggettivi per descrivere il cuore che si cela dietro la bottega di Liuteria Coppola, piccolo laboratorio di restauro e creazione di strumenti musicali.

Dopo anni di studio in conservatorio, e la parentesi universitaria chiusasi senza troppo entusiasmo, Silvia Coppola, trent’anni, realizza quello che è stato il desiderio di una vita: ridare splendore allo strumento, mantenendone intatte le caratteristiche peculiari (“ogni strumento ha una determinata ‘aurea’ da conservare, il mio lavoro consiste proprio in questo”).

Non sono molti i giovani che intraprendono una carriera artigianale, riuscendo solo con le proprie forze a costruire un’attività in grado di regalare ogni giorno uno stimolo a migliorarsi. Per una che poi è cresciuta in un paesino del profondo Sud – Alessano – lo sforzo è stato notevole.

Eppure Silvia la passione per ‘lo smontare e capire cosa c’è sotto’ l’ha sempre avuta, sin da bambina, quando si impossessava degli attrezzi del padre per capire il funzionamento delle cose.

Abbandonati gli studi, prende il largo su una barca a vela costruita da un mastro di Uggiano, paese limitrofo, che poi diventerà il suo mentore. Cinque anni passati a imparare l’arte della sopravvivenza, nel vero senso del termine.

E avrebbe continuato così, se sono non si fosse imbattuta, per puro caso – o destino, diremmo noi – in un artigiano di Sava, colui che l’avrebbe introdotta all’arte della progettazione strumentale: “la prima volta che entrai nella sua bottega provai una sensazione completamente diversa dalla vita in barca a vela. Mi è bastano uno sguardo per capire cosa volevo davvero diventare: il liutaio. E così iniziai pian piano, da piccoli lavoretti di falegnameria, per poi passare allo strumento”.

 Silvia Coppola lavora su una vasta gamma di strumenti, per non rimanere intrappolata dalle limitazioni del singolo prodotto. Passa dagli strumenti a corda (“che possono entrare in bottega, non è molto grande”), a quelli a plettro, a pizzico, a corde strofinate.

Quando di occupa di costruzione ex novo, soprattutto di archi, il cipresso è il suo legno preferito, insieme allo zebrano, la cui resa estetica è eccezionale, ma la lavorazione è molto faticosa. I nostri legni, l’ulivo per esempio, non possono essere utilizzati (“immagina di tenere in braccio una chitarra di ulivo! Non ci riusciresti, è troppo pesante!”), mentre il legno da frutto continua ancora ad essere uno dei preferiti, nonostante la difficoltà di reperimento.

Con una fissa per Stradivari, si impegna a fondere la maestria artigianale con le nuove tecnologie, proprio come avrebbe fatto lui, se avesse lavorato in un’epoca diversa, andando un po’ contro corrente rispetto alla tradizione: “sono una ragazza giovane del 2017 che crede fermamente nel fatto di utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per velocizzare e migliorare il lavoro sullo strumento. È anacronistico fare diversamente. I salti qualitativi fatti grazie alla fisica acustica mi hanno cambiato la vita. Ok la mano, ok l’orecchio, ok la sensibilità, ma non posso passare ore e ore a perdere tempo, scavando con lo scalpello tradizionale quando c’è un altro attrezzo che potrebbe velocizzare il tutto.

Sicuramente Silvia è una ragazza lungimirante, ma con i piedi ben ancorati alla terra. Il 29 giugno la Liuteria Coppola festeggia i due anni di attività, ed è tempo di bilanci: è tempo di svoltare, grazie al web.

 La giovane imprenditrice, infatti, ha intenzione di aprirsi alla vendita online dei suoi strumenti:

 Ho scelto di aprire la bottega a Lecce non a caso: amo viaggiare ma non posso vivere altrove, le mie radici sono qui, la liuteria Coppola deve stare a Lecce, voglio che si identifichi con il territorio. Non vivo a Cremona, e questo dev’essere un messaggio molto chiaro.  Avrei potuto aprire altrove e fare montagne di soldi, ma non mi scoraggio e voglio migliorare da qui.

Magari un giorno venderò in Cina o negli States, ma rimanendo rigorosamente legata alla mia terra. Ci sono infinite persone al mondo che costruiscono violini X e chitarre X, e a me non interessa tutto questo. Voglio che la mia chitarra faccia pensare al Salento.

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