Da venerdì 6 a domenica 8, un lungo weekend di eventi nel Salento

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Si apre da domani nel Salento un lunghissimo weekend di eventi. Vi riportiamo alcuni che ci sono stati segnalati in queste ore.

Venerdì 6 aprile (ore 21 – ingresso 8.50 euro – ridotto 7.50 euro) La Bussola di Muro Leccese, in provincia di Lecce, ospita la prima assoluta dello spettacolo Macramè, nuova produzione della cooperativa 29nove, patrocinata da LegaCoop Puglia, per la regia di Gabriele Polimeno e Mary Negro in scena con Caterina De Benedetto, Alessandro D’Elia, Antonio Ardito, Silvia De Paolis. L’appuntamento rientra nel calendario di spettacoli della rassegna teatrale Palcoscenico – Stagione in prosa 2017/18 del centro culturale salentino che nel corso dell’anno ospita un fitto programma di eventi culturali. Cosa sarebbe ciascuno di noi senza provare dei sentimenti? E senza vivere le proprie passioni? Sono queste le domande che hanno mosso i due registi per lo studio di questo primo capitolo di un lavoro in tre atti, la Trilogia delle Emozioni, che vuole indagare l’animo umano. Si tratta di una commedia intorno alla quale si dirama un intreccio di relazioni, musica e poesia. “Saremo avvolti dalla bolla magica di un teatro-circo”, dicono i registi, “che si ispira ai passi del danzatore russo Rudolf Nureyev, alle note di Paolo Conte, alla follia creativa di Amedeo Modigliani, alle ali pesanti di Damiel, l’angelo de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, e ai versi dello scrittore pugliese Osvaldo Piliego, per dare vita a uno spettacolo fuori dagli schemi”. Info e prenotazioni 0836341413 – 3402731537 – www.29nove.com.
Sempre venerdì (ore 18 – ingresso libero) alle Officine Cantelmo di Lecce l’associazione Lecce Città Pubblica organizza “Abili ad amare. Riflessioni sull’emotività, l’affettività e la sessualità delle persone disabili“. All’incontro – moderato daNatasha Mariano Mariano (medico e consigliere comunale di Lecce Città Pubblica) – interverranno Maximiliano Ulivieri (presidente dell’associazione LoveGiver, curatore e co-autore del libro “LoveAbility – L’assistenza sessuale alle persone con disabilità”), i consiglieri regionali Cosimo Borraccino e Mario Pendinelli, il sindaco e l’assessora ai diritti civili del Comune di Lecce Carlo Salvemini e Silvia Miglietta. Ci sforziamo di venire incontro alle persone con disabilità per ogni loro bisogno che non possa essere svolto in completa autonomia: le aiutiamo a vestirsi, spogliarsi, mangiare, lavarsi. Diamo loro carrozzine elettriche per muoversi, macchine con comandi speciali, computer dotati delle più moderne tecnologie, dotiamo le loro case di soluzioni domotiche che consentano una vita indipendente. Eppure, di tutti questi diritti — di cui nessuno metterebbe in dubbio la legittimità — ce n’è uno che viene sistematicamente taciuto, omesso, rimosso: quello alla sessualità. Toccarsi ed essere toccati, necessità naturali per chiunque, diventano questioni scabrose, disturbanti, scomode se riferite alle persone con disabilità. “Viviamo con le mani degli altri addosso. Ed è una fortuna avere queste mani che ci permettono di vivere in modo dignitoso, ma in molti casi nessuno ci tocca per un suo o per un nostro piacere”, scrive Maximiliano Ulivieri in “LoveAbility”, primo libro italiano che affronta il tema dell’assistenza sessuale per disabili, una realtà consolidata in gran parte dell’Europa ma di cui il nostro Paese fatica a prendere atto. Dando la voce a testimonianze dirette ma anche alla prospettiva di ricercatori, decisori politici, operatori, questo libro vuole essere non solo d’aiuto a chi — disabili e familiari — vive ogni giorno sulla propria pelle le conseguenze di una vita in cui sessualità e affettività sono negate, ma anche di stimolo a liberare da tabù e pregiudizi, portandolo all’attenzione del dibattito pubblico, il tema del rapporto tra sessualità e disabilità. Maximiliano Ulivieri, nasce il 21 Marzo del 1970 a Campiglia Marittima (Li) e risiede a Bologna dal 2010. Lavora nel campo del turismo accessibile a persone con disabilità. Da questo lavoro è nato (nel 2009) il sito www.diversamenteagibile.it che raccoglie reportage di strutture e viaggi accessibili a persone con disabilità. Ha creato anche una versione specifica per Bologna (www.bolognaforall.it). È docente e formatore in corsi per tour operator, agenzie di viaggi e guide turistiche. Si occupa inoltre di tematiche legate all’affettività e la sessualità nella disabilità. Responsabile del progetto www.lovegiver.it che vuole istituire la figura dell’assistente sessuale in Italia. Curatore e co-autore del libro “LoveAbility – L’assistenza sessuale alle persone con disabilità” (Erickson). Cura il magazine www.disabilitystyle.it con cui si cerca di dare una nuova immagine al mondo della disabilità e scrive per “Il Fatto Quotidiano“. Info leccecittapubblica@gmail.com – 3471883395

Prosegue la stagione di teatro, musica e danza del Teatro Comunale di Novoli, in provincia di Lecce, promossa da Comune e Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con la residenza teatrale di Factory compagnia Transadriatica e Principio Attivo Teatro. Sabato 7 aprile (ore 21 – ingresso 6 euro), la sezione Novoli Sounds Good si conclude con “Brasilian Love“, un viaggio in musica tra le più belle canzoni brasiliane d’autore, interpretate dalla cantante e polistrumentista Carolina Bubbico, affiancata dal chitarrista Nando Di Modugno, dal sassofonista Emanuele Coluccia e dal contrabbassista Marco Bardoscia. Da sempre appassionata alla musica brasiliana, oggetto nel corso degli anni di fervido studio e di una ricerca interpretativa condotta in solo, la Bubbico condivide la sua passione con una formazione inedita. Il programma alternerà canzoni tratte dal repertorio dei più grandi compositori quali Djavan, Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, Toquinho, reinterpretate nel suo inconfondibile e originale stile. La stagione del Teatro Comunale di Novoli, divisa in quattro sezioni (Prosa e danza, Ci vuole un fiore – famiglie a teatro, Sounds good e Teatro per diletto), fa parte del più articolato progetto “Passi comuni” ideato e curato da Factory Compagnia Transadriatica e Principio Attivo Teatro, vincitore del bando triennale per lo spettacolo dal vivo e le residenze teatrali della Regione Puglia, realizzato in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese e che coinvolgerà sino al 2019 oltre a Novoli anche i Comuni di Campi Salentina, Trepuzzi e, in collaborazione con l’Associazione Kairos, Ruffano. Info 3403129308 – teatrocomunaledinovoli@gmail.com.

Sabato 7 aprile al Teatro Comunale di Galatone, in provincia di Lecce, prosegue la rassegna ”Teatri dell’agire” diretta da Salvatore Della Villa. Dalle 21 (ingresso dai 7 ai 15 euro) in scena Io amo il mio lavoro, un monologo di Marianna Gioconda Rotella, diretto e interpretato da Tommaso Massimo Rotella. Una storia in bilico tra razionalità e follia, un labile confine tra ciò che appare giusto e ciò che può sembrare un errore. Una trama che scorre lineare, su quella soglia che ogni essere umano possiede, varcata la quale, i meccanismi della nostra mente possono improvvisamente dare libero sfogo alla loro identità più recondita. “Io amo il mio lavoro. L’ho sempre amato. Ah, e non lo dico mica per autoconvinzione, no, io non sono uno di quei lavoratori frustrati che trovano sempre un valido motivo per lamentarsi delle loro pessime condizioni di lavoro, anzi sono molto appagato dal mestiere che svolgo, e ritengo di possedere le attitudini necessarie per la mia mansione. E dico “necessarie” perché queste mie capacità non sono solo sufficienti, ma proprio necessarie, perché se non le utilizzassi al meglio, non sarei il migliore nel mio campo, sono necessarie affinché io sia il migliore, ecco”. Se vi chiedessero della morte, che cosa direste a riguardo? La domanda corretta, però, è: chi mai vorrebbe parlare di morte? Si vive e si muore, ma vivere il concetto di morte è un processo complesso e personale. Abituati a conferirle un’accezione negativa, dimentichiamo che l’idea di morte benefica, portatrice di quiete e serenità per l’animo, è insita in noi dalle epoche più antiche. Questione di prospettive, insomma, di substrato culturale e sociale, più o meno radicato in noi. Ecco, quindi, un uomo, un monologo, che svela il quotidiano, quello composto di piccole abitudini e gesti automatici che ognuno di noi compie quasi ritualmente e… di scheletri nell’armadio. Una storia in bilico tra razionalità e follia, un labile confine tra ciò che appare giusto e ciò che può sembrare un errore. Una trama che scorre lineare, su quella soglia che ogni essere umano possiede, varcata la quale, i meccanismi della nostra mente possono improvvisamente dare libero sfogo alla loro identità più recondita. Tutto questo con Guglielmo Paonessa, che per mestiere guida il carro funebre ed è un eccellente lavoratore, il migliore, per la precisione.
Info e prenotazioni 3279860420 – salvatoredellavilla.teatro@gmail.com.

Domenica 8 aprile (ore 18.30 – ingresso 8/10/15/20 euro) il Teatro Apollo di Lecce ospita “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry, fortunata produzione della Compagnia Salvatore Della Villa, giunta al suo quarto allestimento dal 2008 a oggi. Spettacolo fedelissimo al testo originale con l’adattamento e la regia di Salvatore Della Villa, la produzione è stata autorizzata dagli eredi. Costumi e scene, realizzate dall’artista Disney Emilio Urbano, sono fedeli ai disegni originali dell’autore. Le musiche originali sono firmate da Gianluigi Antonaci, che ha cucito addosso ad ogni personaggio note e temi di grande atmosfera. Sul palco Salvatore Della Villa, Filippo De Carlo, Giustina De Iaco, Otto Marco Mercante, Matteo Padula e Vincenza De Rinaldis. Uno spettacolo fedele e coinvolgente che incanta i più piccoli ed emoziona gli adulti. Una galleria di figure attualissime, metafore della condizione umana. Fedele al testo di Saint-Exupery, Salvatore Della Villa inserisce elementi di grande originalità. Uno spettacolo coinvolgente, un allestimento dal sapore “felliniano” allegramente sognante, che incanta i più piccoli ed emoziona gli adulti. Il Narratore ci condurrà in un viaggio lungo pianeti, stelle ed asteroidi, luoghi cui i grandi hanno attribuito un numero per nome, ma dove lo spazio non è più grande di una casa. Piccoli mondi abitati da buffe mediocrità e tragiche megalomanie: l’ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di bere; il re che per esistere ha bisogno di comandare su un pianeta abitato solo da lui; il vanitoso che si accorge degli altri solo quando questi lo ammirano; l’uomo d’affari che trascorre il suo tempo a contare le stelle, il che basta a fargliele sentire tutte sue, color giallo oro, come i soldi, con cui comprarne ancora altre; il geografo che attende i resoconti degli esploratori ed intanto ignora la geografia del proprio pianeta; il lampionaio che accende e spegne ogni minuto l’unico lampione del pianeta. Ogni giorno il Narratore impara qualcosa di sé e del pianeta del Piccolo Principe, l’asteroide B 612, un luogo poco più grande di una casa; su quel pianeta il Piccolo Principe custodisce un tesoro prezioso per la sua bellezza, una rosa, indifesa eppure fiera delle proprie quattro spine, delicata ed esigente, perché lui ne è responsabile per essere l’unica cosa l’uno per l’altra. Anche il Piccolo Principe ha bisogno di conoscere altri pianeti diversi dal proprio. Perché così è la vita, lui è cresciuto e d’un tratto il mondo appare senza confini. Come il deserto sul pianeta Terra, dove il serpente gli ha insegnato che il male esiste e qualche volta può servire anche a condurre verso il bene. Sulla Terra il Piccolo Principe ha scoperto un giardino fiorito di rose, dove, piangendo, ha capito che il suo fiore non era l’unico al mondo. Ma la volpe era lì per insegnargli che l’amicizia, come l’amore, è una di quelle rare cose che a dividerle si moltiplicano e ciascuna, quando è vera, resta sempre unica.

Domenica 8 aprile (dalle 17 – ingresso libero) al Ristorante Lilith della Masseria Copertini sulla Vanze/Strudà si terrà il congresso della condotta leccese di Slow Food, un’occasione di confronto, individuazione e approvazione degli obiettivi e dei progetti per la condotta e il movimento Slow Food per i prossimi quattro anni. I lavori, coordinati dal fiduciario Alessandro Rizzo e da Antonello Del Vecchio, presidente di Slow Food Puglia, prevedono la discussione dei temi proposti per il Congresso Nazionale e Regionale, l’esame della realtà associativa territoriale con un bilancio delle attività svolte, l’esame delle proposte di programma e di candidatura per il Comitato di Condotta del 2018/2022 e la conseguente elezione del nuovo fiduciario e dei delegati al Congresso Regionale e Nazionale. Al termine dei lavori seguirà un piccolo buffet offerto dal Ristorante Lilith in abbinamento ai vini e alle birre artiginali del territorio.  Slow Food è un’associazione non-profit che conta 100.000 membri in 150 paesi del mondo. Fondata da Carlin Petrini nel 1986, si pone l’obbiettivo di promuovere nel mondo il cibo buono, pulito e giusto. Buono da mangiare, per le sue qualità organolettiche, ma anche per i valori identitari e affettivi che si porta dietro. Pulito perché prodotto in modo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente. Giusto perché conforme all’equità sociale durante la produzione e la commercializzazione. La sede di Slow Food Lecce è all’interno del Crap (Centro Residenziale di Assistenza Psichiatrica) di Lecce dove vivono 14 persone che hanno costantemente bisogno delle cure del dottor Sergio Longo (Psichiatra e coordinatore del progetto) e del suo staff. La condotta, in collaborazione con ASL Lecce, partecipa inoltre al progetto Ortoporto che prevede la riqualificazione dell’area Verde adiacente al CRAP Villa Libertini e la sua riconversione in un Orto per l’autoconsumo interno e per l’eventuale commericializzazione di prodotti biologici. Inoltre, all’interno dell’orto sono già presenti delle campane per la creazione del Compost.
Per info e prenotazioni 3206982141 – 3476758177 – slowfoodlecce@gmail.com.

Domenica 8 aprile (ore 19 – ingresso libero) il Castello Volante di Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, ospita la presentazione del libro “I singhiozzi di Jerry e Gunther”, esordio letterario dell’attore e regista salentino Aldo Augieri(Musicaos Editore). L’autore dialogherà con Elisabetta Donno e Luciano Pagano. I racconti partono da situazioni in apparenza comuni, per poi creare uno sfasamento dal piano della realtà, spingendosi al di là del paradosso. Attrazione, sesso, violenza gratuita e ponderata; Agata è una donna ossessionata dal corpo del suo amante, che deve sempre toccare, lambire, avere al suo fianco, materialmente incollato come un gemello siamese. Jerry e Gunther, come Sherazade, sono due portatori insani di storie che approfittano della calura estiva per estendere il giorno come un nuovo metallo prezioso, costruendo un ponte tra la stranezza della realtà e la concretezza irreale di ciò che potrebbe essere. Tra le storie che vengono narrate viene tessuto un filo, un dialogo sottile tra il lettore e le ossessioni e paure dello stesso autore. I racconti si giocano sulla costruzione di una tensione, un arco teso verso la direzione della fine di ogni storia. “C’è un problema” racconta ad esempio l’ineluttabilità di una giornata che condurrà il protagonista verso una conclusione inaspettata, per quanto annunciata. Aldo Augieri, che per la scrittura di alcuni di questi racconti si è avvalso anche degli oggetti e dell’immaginario del Fondo “Salvatore Errico”, costruisce atmosfere orrorifiche, inquietanti, con suggestioni figlie della frequente “compagnia” di Ambrose Bierce, nelle quali si mescolano elementi grand-guignoleschi, suspense, finali imprevedibili, che creano un vero e proprio gotico nel contemporaneo. Le donne protagoniste di queste storie sono crudeli, dispotiche, eppure degne della più grande adorazione, come in “Gunther”; oppure diventano centro di attrazione per i giochi di ragazzi viziosi. I protagonisti sono visionari, accomunati dalla ricerca dell’amore, ciascuno a modo suo, inseguono fantasmi erotici conosciuti in chat o costruiscono simulacri del desiderio. Il comun denominatore di queste storie è l’esplorazione dell’inconscio, fin nei meandri più inquietanti, come ad esempio quello della spietata crudeltà dei bambini, descritta con dovizia psicologica in “Terapia di gruppo”. “Lettera al lettore” e “Un attore” racchiudono questo viaggio, lasciando il lettore in compagnia dei suoi fantasmi, deliri, ipnosi. Aldo Augieri fonda, nel 2001, Asfalto Teatro. Per la compagnia compone diversi testi drammatici e riscritture sceniche interpretando e dirigendo le partiture di Guai in un paese di utopia (2001), Lo schiaffo del soldato (2005), La caccia allo Snark (2006), La condanna (2008), Odradek (2009), Vecchio Angelo Mezzanotte (2010), Le bagatelle di Lady Macbeth (2011), H.H. La confessione di un vedovo di razza bianca (2014), Scandalo negli abissi (2015), Storielle cliniche (2017). Questi racconti costituiscono il suo primo tuffo nelle acque contaminate della letteratura. Info 3334489871 – salentochepensa.cor@libero.it.

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