Un weekend a Castro, la Perla del Salento

Il racconto in prima persona di un weekend a Castro, un gioiello da visitare in tutte le stagioni 

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Il racconto in prima persona di un weekend a Castro, un gioiello da visitare in tutte le stagioni.

Atterrata a Brindisi con un volo prenotato poche ore prima, un vero e proprio regalo a basso costo per un weekend inaspettato, ho noleggiato un’auto in aeroporto e ho imboccato la superstrada, direzione Lecce e poi Maglie. Destinazione Castro, la perla del Salento. Un posto meraviglioso che si presta senza dubbio ad un turismo balneare, con acque cristalline da bandiera Blu, ma che ha tanto, tantissimo, da offrire anche d’inverno. Anzi, vi dirò, la mia scelta non è stata affatto così azzardata. Vi spiego perché. Alla guida e cantando a squarciagola in macchina, arrivo, un po’ distratta, nei pressi di un curvone. Dall’alto delle mie nuvole e dalla mia reale posizione, l’occhio cade, lasciandomi senza fiato, su una delle insenature più belle e suggestive della Puglia, con la grande scogliera detta “Mucurune”. Scendendo trovo il porto vecchio, antichissimo approdo, ribattezzato porto di Enea, in quanto Virgilio nel suo celebre poema “L’Eneide”, individua proprio in questa piccola insenatura l’approdo dell’eroe troiano in terra italica. Il porticciolo conserva ancora le grotte, scavate nella roccia, antichi rifugi dei pescatori.

Parcheggio l’auto in una piazza che regala una vista sul mare da rimanere incantati. Incontro due passanti, mi consigliano di andare a visitare Grotta Zinzulusa, il tesoro naturale più prezioso che Castro possiede, abitata dall’uomo già in epoca preistorica e caratterizzata dalla presenza di concrezioni naturali e specie animali uniche nel loro genere, che la rendono tra le dieci località di grotta più importanti al mondo. Rimango a bocca aperta davanti al maestoso ingresso, uno dei maggiori fenomeni carsici di tutta la Puglia. Mi incammino a piedi per circa 150 metri e inizia per me un viaggio nelle viscere della terra in un percorso dove storia e natura si fondono. Dopo la grotta, mi fermo a mangiare qualcosa. Pesce fresco con vista sul mare. Un bicchiere di vino, e mi sembra che tutto il resto, intorno, non esista. Nel pomeriggio, dalla marina mi sposto a Castro alta, nel centro storico, tipico borgo medioevale.

Faccio una passeggiata al tramonto nei piccoli vicoli che si affacciano sia sul tratto di costa che guarda verso nord, sia a sud, sull’incantevole baia che guarda verso Leuca. L’occhio cade sul meraviglioso Castello Aragonese del XVI secolo e sulla Chiesa Bizantina del X secolo. Il cielo è rosso fuoco, si preannuncia bel tempo per il giorno seguente.

Mi sveglio in un b&b, bello ed accogliente, che mi regala un buongiorno speciale con una vista spettacolare sulla baia. Il cielo è azzurro e la giornata splendida, ma un scirocco forte sta facendo schiuma delle onde e scelgo di dedicarla alla storia e all’arte. Non tutti sanno, infatti, che la splendida cittadina, famosa per il suo mare e le sue bellezze naturalistiche, è in realtà uno dei più importanti siti archeologici al mondo. Recenti scoperte hanno portato alla luce i resti dell’antico tempio dedicato alla Dea Minerva. Tra questi, un altare e la statua di Minerva stessa.

Mi dicono che è possibile vederla, all’interno del M.Ar, il Museo archeologico di Castro. Non me lo faccio ripeter due volte, e mi ci fiondo. Situato all’interno del Castello Aragonese, il museo è uno scrigno nel quale sono custoditi i tesori che, negli anni, la campagna di scavi ha riportato alla luce. L’area espositiva è suddivisa in diverse sezioni dedicate all’epoca preistorica, alla frequentazione greca e messapica e al medioevo. Oltre alla statua della dea Minerva, busto acefalo scoperto di recente, maestoso ed imponente, nel museo si trovano fregi e blocchi di altare, e il bronzetto di Atena, rinvenuto nel 2008, dall’importantissimo valore storico ed archeologico. Al termine di questa due giorni, mentre in automobile rientro in aeroporto, il mio pensiero va a Virgilio. Non mi stupisco che abbia scelto questo posto qui per far approdare il suo Enea. È stato come farlo approdare in Paradiso.

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